giovedì 11 settembre 2014

Roy Thomas, Mike Mignola, John Nyberg - Bram Stoker's Dracula

Lo devo ammettere: Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola è uno dei miei film preferiti di sempre. Il fatto di essere il film che più si avvicina al romanzo originale di Stoker (del quale ho parlato QUI) per personaggi e intreccio (è l’unico film che rispetta gli avvenimenti e mette i personaggi al suo posto), che è ricchissimo di trovate e trucchi cinematografici affascinanti e raffinati, che ha dei costumi assolutamente magnifici, che ha una colonna sonora evocativa come mai si è sentito, basterebbe per renderlo un capolavoro immortale (con una cura e un rigore che rendono ancor più incredibile l’ammissione dello stesso Coppola di averlo girato su commissione per fare un sacco di soldi e pagarsi i debiti), soprattutto alla luce del baratro in cui è caduto il filone vampiresco pochi anni dopo (e i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti). Bisogna poi aggiungere che la sceneggiatura di James Hart ha recuperato il carattere epico del Dracula storico connettendolo direttamente a Vlad l’Impalatore, feroce paladino dell’Europa cristiana contro i turchi invasori, e ha motivato il suo essere diventato vampiro come ribellione a Dio per il suicidio della sua amata, la quale lo ha creduto morto in battaglia per un inganno dei turchi. Questo ha reso possibile l’inserimento di una storia d’amore sconosciuta al romanzo di Stoker, perché Dracula ritrova l’amata nella Londra vittoriana nel 1897 e sarà proprio lei l’agente della sua redenzione, donando al tutto un tono romantico e tragico che è il vero valore aggiunto del film. All’epoca ne è uscito anche un adattamento a fumetti, realizzato in quattro volumetti da Roy Thomas (testi) e Mike Mignola (disegni), che io ho letto solo adesso in inglese: si tratta di un lavoro eccelso e pieno di fascino, che traduce il film di Coppola scena per scena, con gli stessi dialoghi e i volti degli attori protagonisti, e che ne riprende in parte struttura diaristico-epistolare (con delle aggiunte dalla scene eliminate del film o dallo stesso Stoker) e ne sottolinea i lati morbosi (soprattutto la fame di sesso di Lucy, diversa da Mina che invece pensa al vero amore). Mignola (il creatore dell’eccezionale Hellboy) è un un caposcuola della cosiddetta “linea scura”, cioè di quella tecnica che limita al minimo i contorni delle figure lasciando che emergano come spettri dal fondo nero o lattiginoso che le delimita, e l’effetto è allo stesso tempo poetico e imponente. Grandissima lettura, ottimo compendio a un grandissimo film.

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