domenica 21 dicembre 2014

Christophe Arleston, Alessandro Barbucci, Nolwenn Lebreton - Ekhö – Mondo Specchio. New York - Parigi

La vicenda del personaggio catapultato in una realtà alternativa che è anche specchio del nostro mondo è un cliché abusato nella letteratura o nel cinema (basti pensare ad Alice nel paese delle meraviglie) e ritorna declinato in chiave fantasy in questo fumetto francese assolutamente fantastico a firma di Christophe Arleston (testi), Alessandro Barbucci (disegni) e Nolwenn Lebreton (colori), pubblicato in un elegante cartonato dalla BAO che, dopo la pubblicazione della saga della Lega degli straordinari gentlemen e di Bone, a mio avviso non sbaglia veramente un colpo. Ekhö – Mondo Specchio è un mondo parallelo al nostro nel quale si ritrova catapultata la giovane Formicola Grattuglia, una ragazza spigliata e decisamente piacente (bionda, longilinea e dotata di un davanzale di tutto rispetto) a cui, su un areo di linea da Parigi per New York destinato allo schianto, appare uno scoiattolo che le annuncia di essere entrata in possesso dell’eredità di una zia morta (da vent’anni nel mondo reale): una bizzarra agenzia di artisti. Insieme a Formicola, si ritrova a Ekhö anche il suo vicino di posto, l’impacciato Yuri Podrov, che la aiuterà a districarsi in questo mondo bizzarro, colorato, eccentrico, steampunk e burlesque, dove sono presenti i nostri stessi Paesi, le nostre stesse città (in questo caso, New York e Parigi) e perfino gli stessi monumenti (con qualche piccola differenza: la Torre Eiffel, per esempio, è fatta di pietra e legno), ma dove non esiste l’elettricità e i mezzi di trasporto sono costituiti da draghi e insetti giganti (i vagoni della metro sono trasportati da millepiedi giganti). L’ordine e l’equilibrio di questo cosmo è mantenuto dai Preshaun, creature molto piccole simili a scoiattoli che devono ricorrere a quotidiane dosi di tè per evitare di trasformarsi in mostri fuori controllo. Formicola scoprirà ben presto di avere la capacità di essere posseduta dallo spirito di un defunto (la zia Odelalia nella prima storia, il principe francese Antone nella seconda) che si impadronisce della sua personalità fino alla soluzione del mistero della propria morte. Tra spogliarelliste che si sballano con saliva allucinogena di rospo e poliziotti farseschi, la sceneggiatura dosa perfettamente humour e colpi di scena, con dialoghi spigliati e vivaci, mentre i disegni sono curatissimi e dettagliatissimi sia per quanto riguarda le incredibili architetture cittadine, sia per quanto riguarda il character design, che riesce a comunicare perfettamente la malizia e la voluttuosa morbidezza di Formicola e delle procaci stripper, evocando un lieve ma conturbante erotismo che fa dell’opera una lettura destinata ai più grandi. Se vogliamo trovare un piccolo difetto, possiamo dire che le due storie di cui si compone il volume potevano essere sviluppate di più, ma è un particolare di poco conto visto che la vicenda non è autoconclusiva. Da leggere assolutamente.

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