domenica 7 dicembre 2014

Luca Marchetti (a cura di) - True Detective. Viaggi al termine della notte

Che la serialità televisiva americana sia ormai paragonabile se non addirittura superiore alla migliore narrativa è un fatto assodato e riconosciuto. Figuriamoci poi se la serie in questione è True Detective, definita da Aldo Grasso “un evento mentale” e acclamata praticamente ovunque come una delle migliori della stagione (con qualche resistenza di più in Italia, dove è stata accusata di essere troppo raffinata e intellettuale). Otto episodi scritti da Nick Pizzolatto (showrunner della serie) e diretti da Cary Fukunaga che difficilmente usciranno dagli occhi e dal cuore di chi ha avuto la fortuna di vederli e che raccontano la storia di due detective legati più da una comune ossessione che da una stima o da una simpatia reciproca, Rust Cohle (Matthew McConaughey) e Marty Hart (Woody Harrelson), richiamati dalla squadra omicidi della Louisiana nel 2012 per un caso che hanno affrontato nel 1995, quello di un serial killer che uccide giovani donne con rituali satanici. A True Detective è dedicato questo piccolo ma esauriente ebook (ideale compendio alla visione)  a cura di Luca Marchetti che riunisce tutti gli articoli (scritti da vari autori) usciti per la rivista di critica online “Sentieri Selvaggi” e che prova a capire cosa davvero è questa serie, perché ha conquistato così tanto e perché è così diversa, nonostante riprenda un pilastro del cinema anni Novanta come la coppia di poliziotti e faccia riferimento a molte altre cose come Twin Peaks e Strade perdute di Lynch, a Seven e Zodiac di David Fincher. La verità è che in True Detective l’indagine è secondaria rispetto all’indagine introspettiva che porta i due detective a interrogarsi a vicenda, a contatto con il Male e l’orrore che si perpetua tra le paludi della Louisiana, le periferie degradate e i paesi della provincia più profonda, “una terra senza Dio, un moderno purgatorio dantesco dove le anime in pena vagano in cerca di redenzione (o dannazione)”. La serie capovolge il meccanismo dell’indagine, perché il mistero non riguarda tanto l’assassino ma chi gli dà la caccia, tanto che ai due autori interessa poco della trama poliziesca “per frantumare ogni ipotesi circa l’equivalenza tra verità e coerenza”, perdendosi in continue digressioni, flashback e lunghissime dissertazioni tra il religioso, il filosofico e l’esistenziale, e portando lo spettatore dentro il corpo dei personaggi e fuori da ogni logica investigativa. Senza dimenticare che è pur sempre un noir, “un perturbante abisso morale che avvolge i ‘cani smarriti’ nel nero dell’immagine, opposto a una frastagliata linea temporale che ‘costruisce una storia’ e redime il mondo nel racconto”. Assistiamo quindi alle indagini di Rust e Marty, ai loro demoni, alle loro vite sempre più distrutte e al progressivo disfacimento del loro rapporto, cose attraverso cui vengono raccontate anche le storture e le ipocrisie su cui si fonda la vita familiare americana. Il libro affronta tutto questo con competenza e passione, non risparmiando le interpretazioni e le spiegazioni di carattere sociologico (molto interessanti l’analisi degli anni Novanta come terreno narrativo fondamentale in quanto accessibile autobiograficamente dagli scrittori del nuovo millennio ma soprattutto perché decennio limite, confine tra vecchio e nuovo mondo, tra Novecento e Duemila, e quindi il noir come “non genere” adatto a raccontare le ere di passaggio, esattamente come avvenuto negli anni Quaranta-Cinquanta): analizza le figure di Pizzolatto e Fukunaga (il cui apporto non è secondario, basti pensare al formidabile piano-sequenza che chiude il quarto episodio!) e di McConaughey e Harrelson, ma soprattutto non dimentica i due personaggi principali, l’uno (Marty) il classico “buon padre di famiglia americano che crede nelle civilizzazione, nella sacralità della famiglia, nella responsabilità come fondamento sociale e nella religione come percorso di salvezza”, l’altro (Rust) “l’uomo del post-storia convinto dell’ineluttabilità del male e dell’eterno ritorno dell’identico”, portatore di un pessimismo cosmico i cui monologhi “tratteggiano la visione di un mondo senza speranza nel quale l’Uomo è divenuto un elemento secondario, prossimo all’estinzione”. Non manca una raccolta di schede per ogni episodio dove, oltre alla trama, è riportato il cast artistico e tecnico, e una breve sezione di rumors sull’attesa seconda stagione.

1 commento:

  1. True detective è un capolavoro!!! Sei riuscito a riassumere splendidamente un ricchissimo e intricato noir!!

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