venerdì 15 gennaio 2016

Paul Tobin, Max Bertolini - The Witcher. Killing Monsters

Continua la serie di fumetti di The Witcher pubblicati dalla Dark Horse in collaborazione con CD Projekt Red grazie a questo volumetto che mi sono ritrovato addirittura in allegato all’edizione del videogioco The Witcher 3 – Wild Hunt prenotato su Amazon.  Rispetto a La casa di vetro, oltre alle minori dimensioni, troviamo lo stile più grezzo del disegnatore Max Bertolini al posto di quello raffinato di Joe Querio, mentre i testi sono sempre di Paul Tobin. Gli eventi narrati si collegano direttamente all’inizio del videogioco (inizia con l’uccisione del grifone) e vedono i due witcher Geralt e Vesemir in cerca della maga Yennefer (che appare fugacemente allo strigo in un sogno ad alto tasso erotico), nello stesso mondo oscuro e acquitrinoso, con una natura inospitale e villaggi umani miserabili: nella piccola città di Vorune, occupata dalle truppe nilfgaardiane, i nostri accettano un contratto di 40 fiorini per uccidere un mostro divoratore di uomini, un demone con tre corna e tre occhi. Ovviamente, secondo le linee guida di Andrzej Sapkowski sempre rispettate da CD Projekt, la bestia non è l’unico mostro della regione, perché gli uomini sono molto peggio e non hanno rispetto per niente e per nessuno (neanche per i bambini); il nostro witcher potrebbe ignorare le ingiustizie che incontra sul proprio cammino, pensando esclusivamente ai propri affari, e invece sceglie di opporsi con la forza. Permane anche l’amara riflessione sulla guerra che cambia gli uomini («Non tutti allo stesso modo. Alcuni migliorano, altri peggiorano, altri ancora diventano mostri») e sull’ineluttabilità della violenza («Non cerco risse». «Be’, è questo il brutto della guerra, no? Non hai bisogno di cercare risse. Ti cadono in testa, come stronzi in una latrina»), l’umorismo tagliente («Così, Geralt, si uccide un graveir». «Ed è così che si rovinano gli stivali di un amico») e la sfiducia nei confronti dell’amore («Yennefer ti ha trattato bene nel sogno? Era gentile?». «Sì, lo era». «Allora era solo un sogno, Geralt. Un sogno»).

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