lunedì 16 gennaio 2017

Seth Patrick - Les Revenants. Quando ritornano

I morti che ritornano: idea per niente nuova ma sempre in voga, si pensi al filone zombie recentemente tornato alla ribalta con The Walking Dead. L’idea (declinata in maniera molto originale) è alla base anche della fortunatissima serie televisiva francese Les Revenants, pluripremiata nel mondo e capace di conquistare anche un signore di nome Stephen King: in un paesino di montagna in Francia, alcune persone tornano misteriosamente in vita. Non si tratta però di zombie: le persone ritornate dall’aldilà conservano la stessa età e l’aspetto di quando sono scomparse, hanno sempre fame e non dormono mai. I morti non ricordano come sono scomparsi, sono convinti di essere ancora vive e pensano di vivere come hanno sempre vissuto, in mezzo ai loro cari. C’è Camille, una delle vittime della tragedia che quattro anni prima ha colpito il pullman con a bordo una scolaresca di ragazzini in gita scolastica (un lutto che ha segnato indelebilmente l’intera comunità): sua sorella gemella Léna, che era identica a lei, è cresciuta e forse le ha rubato l’amore della sua vita. C’è poi Simon, un controverso e problematico giovane scomparso dieci anni prima il giorno del suo matrimonio con Adèle, che nel frattempo sta per sposarsi con un nuovo compagno: il suo amore è una vera e propria ossessione, che in breve sfocia in persecuzione. Quindi troviamo Victor, un bambino ucciso trent’anni prima che non si mette a cercare nessuno dei suoi parenti ma accetta di essere “adottato” dall’infermiera Julie. Infine, c’è Serge, un serial killer che sette anni prima ha tentato di pugnalare e divorare proprio Julie ed è morto ucciso da suo fratello. Il tutto mentre l’acqua nella diga del paese continua a scendere, facendo riaffiorare il vecchio insediamento che è stato sommerso. La serie, attraverso il fantastico e il mystery, affronta temi importanti come l’elaborazione del lutto, le ferite aperte, il senso di colpa, il perdono, la vendetta, l’amore, la fede. Soprattutto, lo fa in maniera raffinata ma senza intellettualismi, attenta a conservare un linguaggio popolare (che non significa banale). Il ritorno dei morti genera sconcerto e sconvolgimento nella quotidianità dei vivi e dimostra la sostanziale incompatibilità tra i due universi: non sempre la persona cara che ritorna risolve le sofferenze, anzi ne crea di nuove e finisce per essere considerato un mostro, oppure mette di fronte i vivi di fronte ai loro fantasmi e alle loro colpe. Veniamo quindi al libro: che cos’è? Non è la storia che ha alimentato la fiction, bensì il romanzo tratto dalla fiction stessa. Immagino che la cosa disgusti i più perché di solito è una serie televisiva a essere tratta da un romanzo, ma ormai si sa che le cose vanno così e non è necessariamente un male. Seth Patrick scrive bene e, sebbene riprenda dialoghi e situazioni della fiction, sviluppa alcuni spunti e personaggi in maniera differente, anticipando o posponendo alcuni dialoghi, ricordi e rivelazioni, e aiuta a comprendere meglio le dinamiche alla base della vicenda (e dà molto più spazio ad Anton, il tecnico della diga). È forse la prova che le fiction televisive oggi sono diventate la vera narrativa, capaci di incidere e raccontare il nostro tempo più e meglio dei romanzi.

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