venerdì 12 gennaio 2018

Alexandre Dumas - L'ottava crociata. I Bianchi e i Blu - Parte IV

Ed eccoci a L’ottava crociata, ultimo e più breve capitolo della saga de I Bianchi e i Blu di Alexandre Dumas pubblicato da Gondolin che, in linea con quanto fatto nelle altre tre parti (ognuna a sé stante), ci catapulta nella campagna d’Egitto di Napoleone nel 1798-99, quando il futuro imperatore dei francesi mette sotto assedio San Giovanni d’Acri con lo scopo di completare la conquista della Terra Santa e di annetterla all’Egitto, indebolendo così l’esercito turco alleato degli inglesi. Dumas, figlio di un generale di quella campagna, ci porta sul campo di battaglia, tra le cariche e le palle di cannone, in un crescendo di atti cruenti ed eroici, e ritrae le eroiche truppe francesi che, fronteggiando ogni possibile difficoltà (malattie, privazioni e clima ostile), combattono strenuamente in luoghi resi famosi dalla Bibbia e dai Vangeli; anzi, l’intera campagna si configura come una vendetta nazionale della sconfitta dei Corni di Hattin (1187) dei cavalieri crociati guidati da Guido di Lusignano contro il Saladino, e assume le connotazioni di una nuova crociata. Inoltre, Dumas eccelle nell’arte della digressione, nella quale era maestro, riservandosi capitoli interi volti a raccontare il background storico-geografico dei luoghi attraversati e ricavati quasi sempre dalla Bibbia, oltre ad altri come quello delle religiose dell’ordine di Santa Chiara di San Giovanni d’Acri che, sicure della morte per l’arrivo dei saraceni, si tagliarono tutte il naso con il rasoio per evitare di essere violentate e per venire uccise conservando la loro purezza. Grande parte si riserva l’eroico Roland, che mette più volte a repentaglio la propria vita quasi con noncuranza per dare la vittoria alle armate francesi, mentre tornano le vecchie conoscenze Faraud, Falou e la Dea Ragione. Forse qualcuno resterà deluso dalla struttura frammentaria dell’opera nel complesso, con quattro nuclei narrativi indipendenti che vedono qua e là ritornare alcuni personaggi senza risolvere nulla (che fine hanno fatto Morgan, Coster de Saint-Victor e Diana de Fargas, protagonisti del precedente Il colpo di Stato?), però è bene dire che tutti i fili narrativi verranno portati avanti ne I Compagni di Jehu, sempre di Dumas, che spero di riuscire a pubblicare per dare continuità alla saga. Sono comunque memorabili le scene di Napoleone che chiede ai suoi generali informazioni sul deserto della Siria distribuendo loro le biografie di Plutarco, libri di mitologia e la Bibbia, quella del trucco messo in pratica sulla spiaggia dal mercante di palle di cannone per recuperare pezzi di artiglieria o quella del commodoro inglese Sidney Smith che, di fronte al dono delle teste dei nemici uccisi che il pascià Al-Jazzar gli fa recapitare come prezioso regalo, dichiara: «Ecco che cosa vuol dire avere un barbaro per alleato».

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