martedì 23 gennaio 2018

Robert Hugh Benson - Intrighi di Corte

Ormai di Robert Hugh Benson ho curato la pubblicazione di quasi tutti i suoi romanzi, ed è ora la volta di Intrighi di Corte, titolo scelto per questa prima edizione italiana Fede & Cultura al posto dell’originale Oddsfish!, l’interiezione preferita di Carlo II Stuart che in italiano non avrebbe avuto alcun senso (nel romanzo è stata tradotta con “Cribbio!”). Si tratta dell’ultimo romanzo scritto dal sacerdote prima della morte e si ascrive al filone storico che ha già visto la pubblicazione de Il trionfo del reVieni ruota! Vieni forca! La tragedia della regina, di cui riprende pregi e difetti, insomma le caratteristiche fondamentali dello stile di Benson già lampanti dalle altre sue opere: una certa prolissità (questa volta siamo sulle 600 pagine), un’esasperante puntigliosità nella descrizione degli ambienti (specie degli interni), un impianto delle scene di tipo teatrale, la commozione spirituale, un cattolicesimo militante e l’eroismo della persecuzione che porta frutto (in questo caso la conversione del re in punto di morte, alla fine del libro, riprendendo un tema che c’era già nel finale di Vieni ruota! Vieni forca!). Questa volta abbandoniamo l’epoca Tudor dei precedenti romanzi e siamo nella seconda metà del XVII secolo, quando a regnare sull’Inghilterra è Carlo II, alla cui corte viene inviato (nientemeno che da papa Innocenzo XI) il giovane Roger Mallock, un novizio benedettino, confidando nella possibilità di condurre il re alla Chiesa di Roma, forte del sostegno del fratello Giacomo, duca di York e suo successore designato, che è cattolico e per questo è visto di cattivo occhio. Non sono anni facili per i cattolici, specie per i gesuiti, che vengono perseguitati e accusati del Grande Incendio del 1666, e spesso sono condannati ingiustamente da magistrati in malafede contro ogni prova giuridica. Il nostro Roger si troverà in mezzo a congiure politiche e religiose di ogni tipo (che lo toccheranno anche da vicino), servirà il re come agente infiltrato e risulterà decisivo nello sventare il cosiddetto Rye House Plot, una congiura volta ad assassinare il re e suo fratello appena rientrati da una cavalcata; scoprirà l’amore per la cugina Dolly e i magheggi del cugino Tom, ma soprattutto farà esperienza diretta degli scontri fra monarchia e parlamento. Carlo II, figlio del decapitato Carlo I, ha ripreso la corona rientrando dall’esilio ma non si espone mai eccessivamente nel timore di essere rimandato in esilio (e proprio di questo lo accusa Roger); ritratto sempre in compagnia dei suoi adorati spaniel, è un gaudente che ha numerose amanti, oltre che dei figli illegittimi, ma nessun erede da sua moglie, e per questo si arrovella sulla questione della successione, e prende in simpatia il giovane Roger. Benson insiste molto sui personaggi della corte e la loro appartenenza politica, dando la spaesante sensazione di muoverci insieme a Roger in un ambiente subdolo e doppio dove le insidie sono in agguato a ogni angolo. Per gli amanti di particolari d’epoca e di storia inglese da non perdere Punch e Judy, il palo di maggio, il tennis reale e il palazzo perduto di Whitehall. 

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