mercoledì 21 marzo 2018

Hilaire Belloc - Giovanna d'Arco

Non sono mai impazzito per la figura di Giovanna d’Arco. È difficile oggi accettare l’idea di una santa che combatte una guerra e in particolare una guerra nazionale, per di più francese: io, che pur cattolico sono filoinglese e mi commuovo sentendo intonare Jerusalem e Rule Britannia, ho qualche problema a venerare una santa presa dal romanticismo e dal nazionalismo a simbolo della resistenza all’invasore e della resistenza della patria. Comunque, ho curato la riedizione per Fede & Cultura di questo profilo biografico di Giovanna scritto da Hilaire Belloc che riesce in poche pagine a tratteggiare il carisma del personaggio, a parlare della Fede concretamente vissuta e a piegare la storia del passato allo scopo di parlare alla contemporaneità. Per chi non lo sapesse, Giovanna d’Arco è quella ragazzina che, sentendo le “voci” che la chiamavano a salvare la Francia dalle armate inglesi durante la Guerra dei Cento Anni (quando gli inglesi occupavano mezza Francia), divenne comandante militare dell’esercito di Carlo VII e condusse i francesi alla vittoria e alla riconquista, assicurando al re una corona, prima di essere catturata dai nemici borgognoni (che erano filoinglesi), venduta agli inglesi, processata ingiustamente e mandata al rogo. Nel racconto di Belloc, Giovanna è una santa umile, accompagnata sin dall’infanzia dal divino (le visioni dell’arcangelo Michele, di Santa Caterina e Santa Margherita), una specie di Vergine Maria che con il suo fiat obbedisce a una chiamata più grande li lei e che capovolge le sorti di una guerra che sembrava perduta, piena di pietà per chi le sta intorno (i soldati, il re), ma che poi viene rifiutata dal mondo. A volte desidererebbe altro per sé ma accetta la volontà di Dio che le viene svelata, tanto che anche alla fine accetta la condanna e muore dicendo: “Sì, oggi io sarò in paradiso”. Belloc insiste sulla scelta della verginità di Giovanna, sulla sua devozione, sulla sua preghiera continua, sulla sua estraneità ai calcoli politici e sui suoi difficili rapporti con la Corte e con la Chiesa (il malvagio vescovo Pierre Cauchon e i giochi di potere fra prelati), quasi a suggerire che l’elezione di Dio passa anche al di fuori di un’istituzione che ha dimenticato il suo ruolo. Come dice Paolo Gulisano nell’introduzione: «Per Belloc, metà inglese e metà francese, Giovanna è un segno di contraddizione, scandalo e follia; per lui, cattolico in una società ostile al cattolicesimo, Giovanna è la fede dei semplici, conservata con gioia e ardore da una ragazza di uno sperduto villaggio, povera ma dal cuore puro». Come sempre, grande spazio è dedicato alle azioni militari.   

1 commento:

  1. nel libro Barbablù. Gilles de Rais e il tramonto del Medioevo, di Ernesto Ferrero, si racconta un'altra storia: Giovanna D'Arco era in realtà una Orleans (mi pare bastarda) e quindi sostenuta dalla famiglia per crearsi un personaggio per combattere gli inglesi (cito a memoria)

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