venerdì 30 luglio 2021

Giuseppe Cruciani - I fasciovegani

 
Avete presente Giuseppe Cruciani, quel furbissimo e abilissimo provocatore che conduce La Zanzara insieme a David Parenzo? Qualche anno fa una delle sue principali imprese è aver fatto infuriare i vegani mangiando carne di coniglio e brandendo un salame in studio, e da questa storia ci ha addirittura tratto un libro, I fasciovegani. Chi sono costoro? Degli estremisti intolleranti che credono di essere in possesso della Verità e di doverla imporre a tutti gli altri: non mangiare più la carne e tutti i derivati animali. Non solo: costoro paragonano lo sterminio degli animali da parte dell’industria delle carne a quello degli ebrei da parte dei nazisti (curiosamente le stesse cose che si dicono oggi sul vaccino e sul Green Pass) e giungono ad accusare i carnivori di essere complici di un assassinio perché mangiano un animale. Le critiche di Cruciani sono motivate da convinzioni ultraliberali e antidittatoriali, anche perché il nostro dice che la scelta individuale non è in discussione e riconosce che ognuno in privato fa quello che vuole ed educa i figli come vuole (a patto di assumersene le responsabilità): diverso è imporre la propria visione agli altri accusandoli di compartecipazione in un crimine cruento. Non si tratta più di salute, ma di etica e filosofia (caratteristiche del tutto umane, non animali), tanto che, da parte dei fasciovegani, è tutto un augurio di sofferenze, tumori e morti dolorose a macellatori, chef, cacciatori e toreri, oltre che invocazioni di sterminio dell’umanità da parte di un cataclisma (meglio sopravvivano solo gli animali, perché almeno loro sono buoni). Curiosamente, le più scatenate sono le donne, spesso «madri di famiglia, ragazze e signore che nei loro profili su Facebook mettono foto dolcissime con cani e gatti addosso. Immagini di felicità, di spensieratezza, di affetti», segno di un malessere profondo della società che nasconde un sacco di rabbia e rancore (ancora, come nel caso dei vaccini e del Green Pass). Cruciani passa quindi in rassegna i più famosi esponenti della galassia veg, come Red Ronnie (convinto che si faccia meglio l’amore da vegani che da carnivori), Red Canzian (quello che sostiene che maiali sono più intelligenti dei bambini di tre anni perché hanno abilità nei videogiochi) e Daniela Martani (l’attivista che sostiene che perfino le gelaterie vanno chiuse e che bisogna invitare i titolari delle macellerie a cercarsi un’altra attività più in linea con i diritti “umani”). Alla fine, si prova qualche ragionamento sul fatto che l’allevamento intensivo, quando condotto nel rispetto delle regole, svolge una funzione essenziale per fornire la carne alla società occidentale, a prezzi sostenibili da tutti e non soltanto da pochi; a far riflettere è piuttosto il fatto che, a fronte di una diffusione che corrisponde al 10% scarso della sua rappresentatività rispetto alla popolazione italiana, la politica utilizzi le spinte animaliste come fattore di propaganda, come provano l’utilizzo di agnelli da parte sia di Laura Boldrini sia di Silvio Berlusconi come calamita pubblica delle istanze animaliste.

sabato 24 luglio 2021

J.R.R. Tolkien - The Hobbit. Audiolibro letto da Andy Serkis

 

Tutti conosciamo Andy Serkis: autore di grande spessore, ha il merito di aver interpretato alla grande il personaggio di Gollum nelle trasposizioni cinematografiche dell’opera di Tolkien da parte di Peter Jackson. Proprio Serkis, nel maggio 2020, in pieno lockdown, ha eseguito una lettura dal vivo senza interruzioni di 12 ore del libro Lo Hobbit per raccogliere fondi per la pandemia (e ha raccolto più di 400.000 dollari), e in seguito ha registrato un audiolibro, The Hobbit appunto. Ed è notizia di pochi giorni fa che proprio Serkis è al lavoro per realizzare un nuovo audiolibro del Signore degli Anelli, leggendo l’intera trilogia, segno che l’operazione deve aver avuto successo. E a piena ragione. Non arriviamo ai livelli di straordinarietà di un prodotto pur non professionale come quello di Phil Dragash sul Signore degli Anelli su YouTube (che includeva anche rumori ambientali e la colonna sonora del film, cosa impossibile in un prodotto ufficiale tenendo conto di quanto costano i diritti, e infatti glielo hanno rimosso), ma anche qui Serkis fa tutte le diverse voci, in modo tale che ogni personaggio abbia la propria personalità e sia facilitato nell’immersione della storia, cosa che a mio avviso costituisce il valore aggiunto degli audiolibri. Sentire poi Serkis che torna a interpretare il personaggio di Gollum è sempre un’emozione. È inutile negare il rapporto con la trasposizione cinematografica di Jackson, e non potrebbe essere altrimenti visto che Serkis, oltre che il personaggio di Gollum, è stato regista della seconda unità di regia de Lo Hobbit: le canzoni (come quella dei nani) sono quelle del film di Peter Jackson, così come la caratterizzazione dei personaggi (oltre all’ovvio Gollum, anche Gandalf assomiglia molto a Ian McKellen e Bilbo a Martin Freeman, ma pensiamo anche a Beorn). Ai nani viene spesso dato un accento scozzese, ma è con i cattivi che Serkis dà il meglio: gli orchi, i ragni e il drago Smaug, con i quali gioca spesso su tonalità basse e gutturali. Se siete tolkieniani e capite l’inglese, l’ascolto è obbligato.