venerdì 25 febbraio 2022

Andrzej Sapkowski - La spada del destino

 

Ed eccomi di nuovo ad affrontare la saga di The Witcher, tornata alla ribalta grazie alla serie tv targata Netflix (di cui però non ho ancora visto la seconda stagione), questa volta con il secondo capitolo La spada del destino («La spada del destino ha due lame. Una sei tu»), che è sempre una raccolta di racconti e di cui ho già parlato anni fa in maniera esauriente QUI. Rispetto al primo Il guardiano degli innocenti, è forse meno focalizzato sulla rielaborazione (e il sovvertimento) del patrimonio favolistico ma lo spirito è lo stesso, e Sapkowski dimostra di essere migliorato come autore, gestendo meglio personaggi e trame. L’ultimo racconto, Qualcosa di più, è stupendo: un crescendo in cui vediamo tutti i momenti della vita di Geralt nei quali lo strigo ha rifiutato l’idea di destino, mentre in fin di vita si rende conto di essere solo e abbandonato da tutti, dalle amanti e addirittura dalla madre, e di avere un nome e una provenienza che non sono nemmeno veri; eppure alla fine scopre di non essere solo davvero e non può negare di essere di fronte a quel “qualcosa in più” che era convinto non sarebbe mai arrivato.